martedì 8 marzo 2011

MICHALIS: motivi per continuare a r-Esistere

cara Cinzia, cari Tutti,
grazie per l'invito a rEsistere, per la serata e... per la mangiata!
è stata davvero una bella occasione per incontrarsi e conoscersi meglio.
la situazione è davvero molto critica, molto più critica di quanto si pensi, quindi bisogna resistere, insistere, fare, divulgare.
bisogna anche imparare ad esistere, a non perdersi nelle piccole cose e/o contraddizioni, ad imparare a stare più insieme a riconoscersi all'interno di una comunità che ha certe idee seppur non sempre molto chiare.
teniamoci in contatto,
un abbraccio a tutti,
Michalis
Balàmos Teatro

sabato 5 marzo 2011

reAgire

che ne pensate?
dopo rEsistere forse dobbiamo ora preoccuparci di reAgire
pensiamo alle tre giornate del 26 27 e 28 marzo?
c'è una mobilitazione nazionale alla quale partecipare
ho ascoltato questo pomeriggio su radio 3 piazza verdi e non mi era mai capitato, in tanti anni di teatro, di sentire voci così concordi e condivisibili, se pur provenienti da persone che occupano posizioni molto diverse tra loro, rispetto alla necessità di contrastare in ogni modo lo sfascio che si sta compiendo nei confronti della cultura.
che ne pensate?
pierangela a.

riAscoltare rEsistere

per sentire gli interventi e le performance teatrali e musicali che si sono succeduti nel corso della giornata rEsistere. a cura di Il Tamburo di Kattrin

http://www.spreaker.com/show/resistere_tamteatromusica_pd

IL TAMBURO DI KATTRIN -al di là del concetto di punizione

Articolo di Giulia Tirelli - conferenza stampa con persone detenute gennaio 2011

http://www.iltamburodikattrin.com/approfondimenti/2010/al-di-la-del-concetto-di-punizione/comment-page-1/#comment-1031

venerdì 4 marzo 2011

Il carcere MAMMA

Dopo il post di Alessandro mi sembrava giusto inserire la riflessione di Gianni.
Ricordo quando ho sentito per la prima volta parlare i detenuti del Carcere-Mamma.
Ero in qualche luogo del mio corpo...o della mia mente, infantilmente scandalizzata.
Poi li ho ascoltati, ho riflettuto con calma...e mi sono accorta che la metafora
era ben più di una licenza poetica.
Questo carcere che ti organizza il tempo e lo spazio e ti dice in continuazione cosa puoi e cosa non puoi, dove puoi e dove non puoi e così facendo ti disabitua ad assumerti la responsabilità di una scelta, che è il vero imprescindibile tirocinio nella crescita di ogni essere umano, assomiglia davvero ad una super mamma matrigna e avvolgente, onnipresente, onnisciente che si occupa dei minimi dettagli della tua vita, spogliandoti a poco a poco della capacità di stare in piedi diritto sulle tue gambe.
Il Carcere Mamma dopo molti anni di cure affettuose genera la paura di essere liberi e infatti ...sempre con lo stesso ingenuo stupore negli occhi, ho ascoltato più volte il racconto di detenuti che alla fine di una lunga permanenza in galera, finalmente liberi, dopo poco non resistevano di fronte al peso della propria vita e consapevolmente commettevano qualche piccolo reato per poter ritornare tra le braccia rassicuranti e protettive della loro immensa mamma.
Ho incontrato queste riflessioni attraverso i detenuti parecchi anni or sono...più di recente nella mia vita, e nella mia mente, ho conosciuto e subito il terrore della scelta e la paralisi che consegue l'incapacità di compierla, e durante questa lunga e dolorosa esperienza parlando con un'amica che viveva una situazione simile, mi sono ritrovata a dar voce, e lei con me, al desiderio di entrare in carcere...come detenuta, proprio perché avevo bisogno di qualcuno
che si preoccupasse della mia vita al posto mio...era evidentemente una provocazione frutto di un disagio immenso...ma il fatto di averlo pensato mi ha aiutato a comprendere ciò che i detenuti mi avevano raccontato anni prima e quanto la cosa più preziosa nella vita di un uomo sia la sua capacità e possibilità di scegliere...in una parola di essere libero.
Il Carcere ti priva della libertà fisica...e questa è una punizione più che sufficiente per qualsiasi reato tu abbia commesso...è davvero una violenza senza giustificazioni invece il fatto che ti privi a poco a poco della tua libertà interiore e della capacità di esercitarla.

Riflessioni dal carcere raccolte negli anni dal Tam

Il carcere è un processo all'interno del quale in modo

più o meno patologico si ritorna a essere bambini.

E' come un bambino, un uomo in carcere, proprio perchè

assistito, seguito, coccolato si sente al centro del

mondo e dimentica spesso gli altri. Mettersi

al centro della propria attenzione è la mossa

essenziale. Garantisce la sopravvivenza, poi lo

sviluppo, poi ancora il confronto e con esso la

relazione e perciò si cerca qualcuno con...

uno spazio in cui...un tempo per...ma questo avviene

solo quando si comincia a percepire gli latri e non

ci si sente più quel poverino, sfortunato, prigioniero,

condannato, colpevole....

Gianni